Parto in casa: l’ostetrica ci spiega come funziona

Il calore e il senso di protezione di essere in un ambiente familiare. Massimo rispetto dei tempi della mamma e del bambino. La complicità del partner e le rassicurazioni di professionisti pronti a intervenire in ogni momento. Oggi una nuova generazione di mamme sta riscoprendo i “benefici” del parto in casa come scelta consapevole. Se le nostre nonne e bisnonne erano “costrette” a partorire tra le mura domestiche, molte donne oggi decidono di farlo perché vogliono dal parto un’esperienza di vita ben precisa. Ne abbiamo parlato con Veronica Lanza, ostetrica versiliese libera professionista che in media assiste 10-12 parti in casa all’anno, insieme alla collega Sofia Donalisio.

  

Che cosa ti ha spinto a promuovere verso le future mamme una visione più naturale del parto?

Quello che mi ha spinto a promuovere verso le future mamme una visione più naturale del parto, e aggiungerei di tutta la gravidanza e l’allattamento, è stato un corso che ho frequentato subito dopo la laurea a Roma presso lo studio ostetrico di una collega libera professionista. Questo corso è stato per me illuminante e oserei dire stravolgente, in quanto mi ha permesso di avere una visione diversa del parto rispetto a quella che mi era stata insegnata; una visione quindi naturale, fisiologica, meravigliosa. Da allora non ho potuto fare a meno che iniziare a trasmettere tutto questo anche alle future mamme.

Oggi sembra ci sia “un ritorno” del parto in casa: come mai? Sapresti dare dei numeri che ritraggano la realtà nel territorio?

Le donne che scelgono di partorire in casa sono donne molto informate e consapevoli, sono donne che hanno ponderato per mesi questo tipo di scelta e che vogliono dal loro parto un’esperienza di vita ben precisa. Spesso gli ospedali della zona, per una questione di protocolli, non possono accogliere tutte le richieste delle partorienti, come ad esempio la richiesta di non clampare mai il cordone ombelicale (lotus birth), pertanto, donne molto determinate decidono di non scendere a compromessi e quindi di dare alla luce il proprio bambino fra le mura domestiche, luogo in cui il rispetto delle scelte della donna/coppia è al primo posto. Nella realtà del nostro territorio è molto difficile dare un numero ben preciso di nascite a domicilio, in quanto la Regione Toscana non ci consente di raccogliere i dati a fini statistici (cedap) per le nascite extraospedaliere. Tuttavia, mediamente, un’ostetrica libera professionista nella nostra zona assiste circa 10-12 parti in casa l’anno.

Io sono notoriamente molto ansiosa e penserei subito che qualcosa possa andare male e che potrebbe esserci il bisogno urgente di medici, di una sala operatoria, ecc. Non c’è questo tipo di rischio nel parto in casa?

Il rischio in ostetricia, come in qualsiasi altra branca della medicina, non si può annullare. La professionalità dell’ostetrica che assiste sta nel riconoscere i primi campanelli di allarme prima che questi diventino una vera emergenza, per organizzare il trasferimento presso l’ospedale di riferimento nei tempi più appropriati. Tuttavia, come dimostrano gli studi scientifici, anche in ospedale il rischio non è nullo.

Quali sono i “falsi miti” che ancora oggi ci sono quando parliamo di parto in casa?

Uno dei “falsi miti” più gettonati è, appunto, che il parto in casa sia rischioso. Studi scientifici dimostrano che, per una primigravida con una gravidanza fisiologica, il rischio di partorire a casa è uguale al rischio di partorire in ospedale. Per quanto riguarda le secondigravide, il parto a domicilio è più sicuro di quello in ospedale. La linea guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) del 2014 afferma che le donne che rientrano nei criteri di fisiologia devono essere sostenute e incoraggiate a partorire a domicilio o presso centri nascita gestiti da ostetriche, in quanto vi è maggior probabilità di avere un parto spontaneo senza interventi dannosi, mentre l’ospedale è associato a una maggiore probabilità di parti operativi con ventosa, episiotomie e tagli cesarei. Un altro falso mito di cui ho sentito parlare spesso è che sia necessaria l’ambulanza sotto casa per tutta la durata del travaglio (che in media è 8-10 ore). È impensabile sfruttare una preziosa risorsa territoriale in questo modo.

Una mamma che sceglie di partorire in casa, cosa deve fare? E l’ostetrica in che modo l’assiste, prima, durante e dopo?

La prima cosa da fare quando una coppia desidera partorire in casa o avere maggiori informazioni al riguardo, è contattare un’ostetrica libera professionista che assista parti a domicilio. L’assistenza inizia con un colloquio quanto prima, per permettere alla donna/coppia e all’ostetrica di conoscere e di iniziare a creare un rapporto basato sulla fiducia e il rispetto. Intorno alla 37° settimana di gravidanza l’ostetrica presenterà alla donna/coppia la seconda ostetrica che parteciperà al parto e da quel momento ha inizio la reperibilità h 24, che si conclude con la chiamata della donna quando lo riterrà opportuno (inizio delle contrazioni o rottura delle acque). Durante il travaglio le ostetriche stanno con la donna/coppia e non se ne vanno mai prima delle 2 ore post partum. Dopodiché per tutta la prima settimana dopo il parto le ostetriche garantiscono una visita domiciliare al giorno e decidono insieme alla coppia se è necessario prolungare l’assistenza. In questo modo, l’ostetrica accompagna e supporta la donna/coppia in tutto il suo percorso nel divenire genitore, promuovendone l’autonomia e la fiducia in se stessi e vigilando sulla salute della donna e del suo bambino.

Quali sono le differenze tra un parto ospedalizzato e uno naturale?

La differenza sostanziale fra il parto ospedalizzato e quello naturale è che nel secondo caso l’assistenza proposta è personalizzata e modellata sulle necessità di mamma e bimbo, nel rispetto dei loro bisogni e dei loro tempi. Inoltre è stato dimostrato che un parto naturale facilita l’emergere delle capacità istintive nel vivere il parto e nell’accudire il bambino, rafforza l’autostima e la fiducia in se stesse.

Cosa succede subito dopo la nascita in un parto a casa?

Niente! Può sembrare un’assurdità, ma subito dopo la nascita a domicilio non si fa assolutamente niente di pratico. Subito dopo la nascita il bambino viene posto immediatamente sul ventre materno, fra i seni, in modo tale che il bambino e la sua mamma si guardino e si riconoscano. Il tempo dopo la nascita è sacro per mamma e bambino e, almeno per la prima ora, mamma e neonato non devono essere mai separati e devono stare uniti in un contatto pelle-a-pelle. Queste cure sono alla base del processo di attaccamento. Procedure inutili, quali il taglio del cordone ombelicale, la rilevazione del peso, la somministrazione delle profilassi neonatali, possono essere posticipati ad almeno 2 ore dopo la nascita. La professionalità dell’ostetrica che assiste sta nel rispettare e proteggere questo momento sorvegliando con attenzione che non subentrino complicanze e vigilando sulla salute della mamma, del bambino e della nuova famiglia.

Quale credi sia il più grande vantaggio del parto in casa?

Per le mamme, il più grande vantaggio nel partorire a casa è rafforzare l’autostima e la fiducia in se stesse e nel proprio bambino. Per i bambini il più grande vantaggio è che si affacciano alla vita in un clima intimo, caldo: accolti fra le braccia dei genitori e mai separati.

 

 INFO E CONTATTI:

Veronica Lanza

Laureatasi in Ostetricia a Pisa nel 2013, nel 2015 consegue a Modena il Master biennale Universitario di I livello in “Autonomia dell’Ostetrica nella gestione di gravidanza parto e puerperio a basso rischio” e, nel 2017, la laurea in Infermieristica. Dal novembre 2014 a oggi lavora come ostetrica libera professionista nella provincia di Pisa, Lucca e Massa, offrendo alle donne assistenza durante la gravidanza, parto e puerperio, corsi di accompagnamento alla nascita, di massaggio infantile e riabilitazione del pavimento pelvico (a domicilio o in studio professionale).

Telefono: 349.5082664 E-mail: veronica.lanza@yahoo.it – Pagina Facebook

 

 

Sofia Donalisio

Di origine torinese, è ostetrica dal 1978. Ha lavorato per 10 anni in due ospedali tradizionali, il S. Anna di Torino e l’Ospedale di Chieri. Successivamente è entrata all’Ospedale S. Croce di Moncalieri a indirizzo umanizzato, dove per 16 anni l’ostetrica ha potuto sviluppare la sua esperienza nel campo del parto e dell’allattamento naturali. Cofondatrice dell’associazione “La Cicogna” di Torino, volta a promuovere parto e allattamento naturale e a domicilio, inizia ad assistere i suoi primi parti a casa e a svolgere attività di docenza rivolta agli operatori del campo della nascita in varie ASL per conto dell’associazione MIPA. Da 15 anni vive e lavora in provincia di Pisa come libera professionista assistendo parti e allattamenti a domicilio e conducendo incontri preparto allo “Spazio Nu” di Pontedera. 

Telefono: 333.2274036 – E-mail: s.donalisio@alice.it

 

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