Il legame mamma-bimbo, fondamentale per la crescita del piccolo

Il legame che la mamma instaura con il suo bambino fin dai suoi primissimi giorni di vita, determinerà il modo in cui quest’ultimo, in futuro, si relazionerà con i coetanei e con il mondo. Ma come si sviluppa l’attaccamento tra madre e figlio? Di quali tipi può essere? Ce ne parla la dottoressa Maria Antonietta Vitucci, psicologa e psicoterapeuta. 

 

È stato definito con il termine “attaccamento” il legame che si crea tra il bambino e la figura che più di tutte si occupa di soddisfare i suoi bisogni, sia nutrizionali che affettivi, ossia, la madre.

Pensando al rapporto tra madre e figlio, si parla di legame sicuro quando la mamma riconosce e risponde alle richieste del figlio, favorendo lo sviluppo di un’espressione spontanea delle emozioni, sia positive che negative. La madre accorre quando il bambino piange ed è sempre in grado di capirne i suoi bisogni. Il bambino vede nella mamma una figura capace di aiutarlo e così sviluppa fiducia anche nei confronti degli altri. Per riuscire a instaurare un legame sicuro, la madre deve aver raggiunto un proprio equilibrio psico-fisico che le permetta di occuparsi oltre che di se stessa, anche del proprio bambino.

Nelle situazioni in cui la madre dirige l’attenzione più su di sé che sul bambino si parla di legame ambivalente. La mamma offre il proprio contatto al bambino quando è lei stessa ad averne bisogno. Di fronte al pianto, accorre solo quando anche lei ha bisogno di essere rassicurata e di ricevere calore. Il bambino cerca, in ogni modo, di attirare la sua attenzione, ad esempio piangendo spesso, e costruisce un’immagine della madre come figura incapace di fornire cure in maniera continua. In futuro, il bambino percepirà come imprevedibile anche il mondo circostante. Si tratta spesso di madri che a loro volta non hanno ricevuto adeguate cure da piccole e che cercano di compensare questa mancanza nel rapporto con il loro figlio.

Nelle situazioni in cui la madre rifiuta e non risponde alle richieste del figlio si parla di legame evitante. Si tratta di mamme che non rispondono al pianto del bambino e non soddisfano i suoi bisogni. Il bambino arriva così ad evitare qualsiasi contatto con lei, a chiudersi in se stesso e a diventare autonomo precocemente. Quando diviene adulto, tenderà ad isolarsi dal mondo che lo circonda.

La condizione più grave è quella in cui la madre maltratta il bambino o è troppo presa dalla risoluzione di un proprio trauma non elaborato, come la perdita di un genitore o di un figlio. In questi casi si parla di legame disorganizzato. Il bambino percepirà la madre come fonte di pericolo, sviluppando la stessa paura nei confronti del mondo circostante.

Bibliografia: J.Bowlby, Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento, Milano, Raffaello Cortina, 1989.

Dott.ssa Maria Anotnietta Vitucci

Psicologa, Psicoterapeuta specialistica infanzia ed adolescenza

 

La dottoressa Vitucci si occupa a livello clinico di interventi con bambini e genitori dagli 0 ai 18 anni.
Inoltre si interessa di sviluppo del neonato e di sostegno alle neo mamme (svezzamento, sonno, legame madre\bambino, emozioni del bambino 0-3 anni, gestione dei comportamenti).

 

 

 

CONTATTI:
La dottoressa riceve presso Studi Persea, via Romana 228, tel 3496334545

 

 

 

 

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