L’inglese in modo spontaneo, gioioso e giocoso: ecco il metodo “Little Stars”

L’apprendimento passa dalle manine, attraverso il cuore, fino alla mente. Si può concentrare in questa frase la filosofia di fondo di “Little Stars, the art of the education“, la nuova associazione culturale lucchese che nasce per offrire alle famiglie del territorio una nuova proposta educativa.

Inglese e non solo, ci verrebbe da dire. Già perché è proprio l’approccio al bambino, la visione dell’infanzia come un momento delicato e importantissimo nella vita di ogni essere umano, che “Little Stars” incentra il suo progetto. Abbiamo incontrato la presidente Barbara Decanini per saperne di più.

 

Cos’è Little Stars? E perché è nato questo progetto?

Little Stars è un progetto tutto nuovo e innovativo che mira all’apprendimento della lingua inglese in modo spontaneo. Infatti, il gioco, la serenità e il sentirsi sicuri sono elementi essenziali per far sì che il bambino apprenda in modo del tutto naturale. Il nostro approccio si basa sull’empatia e l’obiettivo è quello di creare un ambiente stimolante e tranquillo.  Il metodo Little Stars è stato elaborato e perfezionato per offrire la possibilità di imparare l’inglese ai bambini a partire dai 18 mesi. I bimbi imparano attraverso attività manuali, filastrocche e giochi in lingua. Qual è quindi il nostro “perché?”

Vogliamo aiutare i bambini ad imparare l’inglese. Ma soprattutto vogliamo che i bambini amino l’inglese. Perché noi esseri umani impariamo veramente solo ciò che amiamo e ciò che ci dà emozioni. Per questo, ci piace pensare che aiutiamo a creare qualcosa di magico.

 

Perché mancava un progetto così?

Credo che mancasse perché solo oggi si sta facendo davvero, realmente, attenzione a come apprendono i bambini e gli esseri umani in generale. Abbiamo iniziato finalmente a domandarci se il modo in cui le cose vengono insegnate sia davvero giusto. Nel campo delle neuroscienze si sono fatti dei passi avanti grandissimi e con l’accresciuta comprensione dei meccanismi di funzionamento del cervello  siamo riusciti a provare scientificamente concetti che Rudolf Steiner e Maria Montessori avevano capito più di 100 anni fa. Ovvero che il bambino apprende maggiormente quando gioca perché il gioco non è una perdita di tempo bensì la “sacra attività di elaborazione, comprensione e archiviazione delle nuove informazioni”. Il bambino impara quando è felice e si diverte.

 

In cosa si differenzia dall’offerta esistente?

Grazie a questi nuovi strumenti volti a capire meglio il funzionamento del cervello, il nostro metodo si differenzia proprio nell’approccio con il bambino. Intelligenza emotiva, empatia, ascolto attivo, pedagogia bianca: sono queste le parole chiave del nostro metodo.

 

Quali potrebbero essere i punti di forza del progetto?

Uno è senz’altro questo nuovo modo di concepire l’educazione, e il conseguente nuovo modo di rapportarsi al bambino, che viene rispettato come essere unico, irripetibile, con le proprie irrinunciabili esigenze. Stando alle parole di Maria Montessori, il gioco è il lavoro del bambino, quindi il gioco è il modo migliore per far apprendere una lingua straniera ad un bambino.

La nostra, inoltre, è un’educazione sensoriale ed emozionale, ovvero che si basa sull’esperienza diretta che coinvolge i sensi, come ad esempio il tatto, il gusto e l’olfatto, e i sentimenti che scaturiscono dalle emozioni provate dal bambino. Per questo con noi i bimbi passano molto tempo all’esterno: per sperimentare la natura in maniera diretta e godere dei suoi doni meravigliosi.

 

Chi sono le insegnanti?

Le insegnanti sono certificate e con esperienza pluriennale. Sono in maggioranza di madrelingua inglese e ognuna di loro ha la propria peculiarità e passione che con gioia trasmette ai piccoli studenti.

 

Qual è il metodo?

Il metodo Little Stars prevede piccoli gruppi di bimbi di età mista. Abbiamo un’insegnante ogni 5/6 bambini. L’ambiente rievoca quello domestico affinché i bimbi abbiano una sensazione di familiarità e calore. La cucina riveste un ruolo fondamentale nel nostro progetto. È infatti il laboratorio centrale dove si apprende e si trasforma. La natura poi è maestra e con i bambini passiamo gran parte  del tempo fuori a osservare le meraviglie che ci circondano. Svolgiamo attività manuali come la preparazione del pane, la pittura, lavoriamo l’argilla, impariamo a lavorare ai ferri, tutte attività che stimolano il cervello e facilitano l’apprendimento.

Potremmo dire che il metodo si basa su un ritmo di ispiro ed espiro: le attività, infatti, si alternano a momenti di riposo o di gioco libero guidato. La giornata si suddivide in momenti passati fuori nella natura e momenti all’interno. Pur variando le attività, le giornate sono scandite sempre dallo stesso ritmo (saluto di benvenuto, attività, lavarsi le mani e preparazione della merenda, di nuovo attività, messa a posto e saluti) che ogni giorno si ripete e che i bimbi imparano a conoscere e al quale presto si abituano. Grazie a questa ripetitività di momenti e “rituali” i piccoli si sentono sicuri e la disciplina si ottiene in modo spontaneo.

 

Avete già dei progetti in cantiere?

Il campo estivo in programma dal 17 al 28 giugno nasce come “piccolo assaggio” del più ampio progetto educativo di Little Stars di cui vi parlerò più approfonditamente in seguito.

 

 

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