Elf on the Shelf, la tradizione di chi aspetta sempre Natale

Appena passato Halloween, archiviati ragnatele, scheletri e streghe, arriva il momento di tirare fuori cappelli bianchi e rossi, alberi a punta, palle colorate e lucine sfavillanti. Natale, finalmente!

Un periodo di gioia e leggerezza che i bambini imparano da subito ad amare. Sono tante, infatti, le tradizioni che ogni famiglia porta avanti di anno in anno: dal calendario dell’avvento alle candele che si accendono ogni domenica, dal tradizionalissimo presepe agli alberi di ogni forma e dimensione addobbati nei modi più diversi.

Una tradizione adorabile, arrivata come spesso succede dagli Stati Uniti, è quella dell’Elf on the Shelf, letteralmente “elfo sulla mensola”. La storia parte da un libro, mai tradotto in italiano, scritto da Carol Aebersold e dalla figlia Chanda Bell con le illustrazioni di Coë Steinwart.

The Elf on the Shelf: A Christmas Tradition“, che contiene un piccolo elfo per rendere ancora più reale la narrazione, racconta di come i piccoli aiutanti di Babbo Natale vengano adottati dalle famiglie umane subito dopo il giorno del Ringraziamento (in Italia dal 1° dicembre).

L’elfo abiterà con la famiglia fino al 24 dicembre per osservare le buone e cattive azioni e riferire tutto al grande capo, Babbo Natale in persona. Durante il giorno l’elfo può restare sulla mensola o diventare compagno di giochi dei bambini, mentre di notte torna alla base attraverso la sua porticina elfica.

Al mattino tornerà in casa, spesso in un luogo diverso da quello dove era stato visto l’ultima volta, e potrà lasciare dietro di sé una scia di scherzetti e dispetti  (legare insieme i lacci delle scarpe, nascondere lo zaino per la scuola, togliere le decorazioni dall’albero).

COME ACCOGLIERE L’ELFO

L’elfo, insieme alla sua porticina magica, potrebbero comparire il 1° dicembre accompagnati da una piccola letterina di presentazione.

Il nuovo ospite accompagnerà i bambini nell’attesa del Natale: prepareranno pacchetti e biscotti, addobberanno la casa, scriveranno la letterina a Babbo Natale.

I bambini saranno incoraggiati a comportarsi bene e a giocare con l’elfo, diversamente dalla tradizione americana che prevede che l’esserino non venga toccato per nessun motivo altrimenti rischierebbe di perdere i suoi poteri.

Per compiere i suoi viaggi l’elfo ha bisogno di una porticina magica: ne esistono molte in commercio ma si possono anche costruire da zero usando materiali di recupero.

Una volta portato a termine il suo compito, il 24 dicembre l’elfo lascerà la casa che lo ha accolto per farne ritorno l’anno successivo.

L’IDEA IN PIÙ

Durante l’anno fate arrivare notizie da parte dell’elfo. Foto, cartoline, piccoli messaggi: serviranno a stimolare l’attesa e a rendere la magia ancora più “reale”.

La porticina può restare montata, diventando una vera porta verso il mondo della fantasia. L’elfo, infatti, può aiutare i piccoli durante tutto l’anno, riparando giocattoli rotti e facendo sentire i bambini amati e protetti.

Qui trovate un gruppo Facebook con tante idee, tutte in italiano! Non dimenticate di raccontare il vostro elfo con l’hashtag #ElfOnTheShelf!

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